Quando mi chiedono “che lavoro fai?” raramente rispondo: “La psicoterapeuta”.
Questo perché soventemente mi sono sentita dire:”Ah! quindi tu leggi nella mente delle persone”.
Può sembrare sciocco ma ancora oggi, nel nostro paese si associa la figura dello psicoterapeuta a quella di un “veggente”, un “cartomante”, qualcuno che ha poteri sovrannaturali e di cui è bene non fidarsi, perché potrebbe manipolare la tua mente….
Beh, posso assicurare a chiunque legga che non c’è nulla di più sbagliato, primo perché alla facoltà di psicologia non tengono nessun corso di chiromanzia, secondo perché, se davvero noi psicologi sapessimo leggere nella mente della gente e potessimo manipolarla, sarei già milionaria avendo soltanto ipnotizzato il direttore di banca.
Scherzi a parte, queste fantasie, unite alla visione di un cambiamento che avverrà al di fuori del proprio controllo, genera una sensazione di impotenza che ha poco a che vedere con ciò che accade realmente nello studio di uno psicoterapeuta.
Un percorso terapeutico è fatto di riflessioni, acquisizioni di consapevolezze, prese di decisioni, confronti, assunzioni di punti di vista differenti, tutte cose che non potrebbero avvenire se non vi fosse un acquisizione di potere della propria vita da parte della persona.
E allora mi chiedo, cos’è a spaventare le persone dall’intraprendere un cammino di psicoterapia? il cambiamento che potrebbero notare nelle loro vite?
Ma chi di noi è rimasto sempre uguale a sé stesso per tutta la vita, per tutto un anno, per tutta una giornata, per tutta un’ora?
Allora forse ciò che spaventa è l’impegno che si deve mettere per raggiungere tale cambiamento, o meglio la paura di dover abbandonare la strada conosciuta ma anche tortuosa, che ci siamo abituati a percorrere per raggiungere i nostri scopi.
D’altronde al giorno d’oggi non siamo più abituati a lottare per ottenere ciò che vogliamo, non vogliamo più “sporcarci” le mani, per raggiungere un risultato, siamo figli di questo tempo in cui ogni cosa è a portata di clic.
Per questo motivo preferiamo ammalarci di depressione, ansia o stress ma farlo comodamente da casa nostra stando seduti sul divano.
a cura della dott.ssa Valentina Pangia