Alcuni la chiamano creatività, altri pensiero divergente :è quella capacità di trovare più soluzioni ad un unico problema.
questa è la modalità di pensiero tipica dei bambini, che non essendo ancora scolarizzati, non hanno ancora sviluppato l’idea che ad ogni domanda c’è una sola risposta.
In uno studio condotto su 1500 bambini dai 3 ai 5 anni, è stato chiesto come poter usare una graffetta, essi hanno risposto in 200 modi differenti. …
Il medesimo test riproposto agli stessi bambini 5-10 anni dopo mostra una graduale e netta caduta della performance.
il motivo è che i bambini più piccoli non hanno risposta preconfezionate e si fanno guidare dall’immaginazione.
La mente umana è versatile, ma se si guarda all’agenda dei propri figli si nota che mamme e papà con la smania di sentirsi perfetti, hanno fatto nascere la convinzione che per avere il meglio i bambini debbano da subito imparare l’inglese, la musica, praticare uno sport.
Spesso i genitori ritengono che, se non fanno tutto questo, i propri figli restino indietro e perdano il loro tempo. Così facendo però, fornendogli continui stimoli, anticipano le necessità del bimbo, impedendogli di inventare il suo tempo.
E’ solo lasciando che i bambini si annoino che affiorano le esigenze personali, perché soltanto “perdendo tempo” ad osservare le formiche si mettono alla prova i bambini.
ciò non vuol dire abbandonare i bambini a loro stessi ad esempio davanti la tv, ma piuttosto, trovare il giusto equilibrio tra le attività da proporre e lo spazio che i bambini devono inventarsi.
Noi adulti siamo legati ai soliti talenti: musica, sport, studio, ma il mondo di oggi viaggia veloce verso altre realtà, in cui il talento può essere creare una nuova applicazione per computer.
A cura della dott.ssa Valentina Pangia